Tenet: molto bello ma...

 La settimana scorsa sono andato a vedere Tenet, l'ultimo film di Christopher Nolan. Voglio quindi qui di seguito riportare le mie impressioni a caldo, anche se visto che ormai sono passati ben sette giorni dalla visione in sala direi più che altro a tiepido. Premetto in oltre di non essere un fan sfegatato di Nolan, ma ho quasi sempre apprezzato, anche se talvolta con qualche riserva, il suo operato.


Il film di base è una spy story con un forte carattere fantascientifico. I protagonisti di questo film dovranno lottare contro un terrorista che ha scoperto una tecnologia per invertire l'entropia di persone ed oggetti, invertendo così anche il flusso temporale degli stessi. Questo dal punto di vista tecnico rende il film una gioia per gli occhi, infatti vedere elementi dell'inquadratura in rewind mentre il resto della scena scorre in avanti mostra un virtuosismo degli effetti visivi e del montaggio. Ho detto quello che mi piace del film, ora passiamo alle note dolenti di questa pellicola.

In primis, la trama risulta molto spesso criptica e poco chiara; questo non è per forza un male, anzi, non è necessario prendere sempre per mano lo spettatore spiegandogli per filo e per segno ogni dettaglio di ciò che viene messo in scena. Ma in questa pellicola molti passaggi risultano pasticciati e la caratterizzazione dei personaggi non aiuta di certo. Abbiamo l'eroe che deve salvare il mondo da questa minaccia terroristica, l'antagonista di turno dalle motivazioni nemmeno accennate e la moglie dell'antagonista che deciderà di aiutare l'eroe perché stanca degli abusi del marito. Ecco, vorrei dire che sono appena abbozzati o stereotipati, ma mentirei spudoratamente. Ogni singolo personaggio di questo film è completamente inesistente, figlio della scrittura algida e priva di empatia di Nolan, che preclude così allo spettatore ogni possibilità di provare ogni sorta di reazione emotiva con le vicende narrate.

Ecco un'altra nota dolente di quest'opera, il tempo. E con tempo non mi riferisco al fatto che nel film vada in due tempi diversi, bensì al ritmo della narrazione. Esso è troppo veloce, non lascia mai il tempo allo spettatore di riflettere su cosa stia succedendo, lasciandolo costantemente spaesato. Quindi se uniamo una trama pasticciata ad un ritmo lento, con una spolverata di personaggi con caratterizzazione nemmeno abbozzata cosa si ottiene? Noia! O perlomeno è quello che ho provato io. Nemmeno la botta di zuccheri e caffenia della Pepsi alla spina grande che mi sono preso la cinema mi ha sollevato dal torpore che ho provato durante la proiezione. 

Per l'ennesima volta, Christopher Nolan, prende un idea sulla carta molto interessante e la trasforma in un pastrocchio intellettualoide, rendendo le cose molto più complesse di quello che dovrebbero in realtà essere. Un vero peccato.


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